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La Sostenibilità Urbana dell’Abitare: ImmobiGo tra Istituzioni, mercato e innovazione

La Sostenibilità Urbana dell’Abitare: ImmobiGo tra Istituzioni, mercato e innovazione

Senato della Repubblica Italiana – Sala Koch: ImmobiGo tra Istituzioni, mercato e innovazione

Il 26 gennaio 2025, nella Sala Koch di Palazzo Madama – uno dei luoghi più simbolici della Repubblica italiana, dove si formano le leggi e si costruiscono gli equilibri istituzionali del Paese – si è svolto l’incontro dal titolo “La sostenibilità urbana dell’abitare a Roma tra affitti brevi e locazioni a medio e lungo termine”. Un evento che, fin dall’apertura, ha chiarito di non voler essere l’ennesimo dibattito ideologico sulla casa, ma un confronto concreto tra politica, operatori di mercato, associazioni di categoria e osservatori privilegiati dei dati reali.

In questo contesto altamente istituzionale era presente anche Massimo Gobbo, in rappresentanza di Immobiliare ImmobiGo, agenzia che nel luglio 2025 è stata insignita alla Camera dei Deputati del riconoscimento come eccellenza per il Friuli Venezia Giulia. Un invito che non nasce dal caso, ma da un percorso preciso: ImmobiGo è oggi una delle pochissime realtà immobiliari territoriali che ha scelto di dialogare apertamente con le istituzioni, contribuendo al dibattito nazionale sulle politiche abitative e sul futuro del mercato immobiliare italiano.

L’apertura dei lavori, affidata ad Andrea Napoli, ha immediatamente dato il tono all’incontro. Non una contrapposizione tra “buoni” e “cattivi”, tra affitti brevi e locazioni tradizionali, ma la volontà di riportare il tema casa dentro una cornice sistemica. Napoli ha sottolineato come la crisi abitativa non possa più essere raccontata come un’emergenza episodica, bensì come un fenomeno strutturale, legato a trasformazioni profonde della società: mobilità lavorativa, invecchiamento della popolazione, nuovi modelli familiari, concentrazione urbana e mutamento delle esigenze abitative.

Il saluto istituzionale del Senatore Antonio De Poli ha rafforzato questo messaggio. Parlare di casa nella Sala Koch, ex biblioteca del Senato, significa riconoscere che il tema non è marginale ma centrale per il benessere sociale ed economico del Paese. De Poli ha ricordato come l’abitare non sia uguale ovunque: grandi città e piccoli comuni vivono dinamiche diverse, ma condividono una stessa fragilità, quella di un sistema normativo e operativo che fatica a stare al passo con la realtà. Il riferimento al Piano Casa e alla necessità di riportare immobili sul mercato non è stato uno slogan, ma un invito a ragionare su strumenti concreti e coerenti, evitando interventi “a spot” che rischiano di peggiorare il problema.

È in questo spazio di riflessione che il ruolo degli operatori immobiliari evoluti diventa decisivo. ImmobiGo si colloca esattamente qui: non come semplice intermediario, ma come soggetto che conosce il territorio, dialoga con i proprietari, intercetta le paure reali e costruisce soluzioni praticabili. La presenza dell’agenzia a un tavolo di questo livello istituzionale certifica un cambio di paradigma rispetto alla figura tradizionale dell’agenzia immobiliare locale.

Il dibattito è entrato nel vivo con l’intervento di Marco Celani dell’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi (AIGAB), che ha portato numeri e dati a supporto di una tesi chiara: la crisi abitativa non nasce dagli affitti brevi. Le dinamiche demografiche, le migrazioni interne verso le grandi città, l’immigrazione, ma anche l’emigrazione di italiani all’estero, incidono in modo molto più profondo. Celani ha ricordato come il patrimonio immobiliare italiano sia in larga parte frammentato e in mano a famiglie, non a grandi fondi, e come la percentuale di immobili destinati agli affitti brevi sia, a livello nazionale, limitata. Un dato spesso ignorato nel dibattito pubblico.

A Roma, ha spiegato Celani, il vero nodo è rappresentato dalle case sfitte e dalla difficoltà di gestione e valorizzazione del patrimonio pubblico. La demonizzazione degli affitti brevi rischia di diventare una scorciatoia narrativa che non affronta le cause reali del problema. Questo passaggio è cruciale anche per il Friuli Venezia Giulia e per territori come Udine: il tema non è vietare, ma governare. Ed è esattamente ciò che ImmobiGo fa quotidianamente, aiutando i proprietari a scegliere consapevolmente lo strumento più adatto – breve, transitorio o lungo termine – in base al contesto, all’immobile e agli obiettivi.

L’analisi di mercato presentata da Paolo Giordano di Immobiliare.it ha confermato una dicotomia ormai evidente. Le compravendite restano elevate, sostenute da una domanda forte e da un ritorno di convenienza dell’acquisto rispetto all’affitto, mentre il mercato delle locazioni soffre per una carenza strutturale di offerta. I canoni continuano a crescere, soprattutto nelle grandi città, senza che i redditi tengano il passo. Qui nasce il vero problema di sostenibilità.

In questo scenario, ImmobiGo si distingue per un approccio che anticipa le criticità invece di subirle. L’agenzia lavora da anni sulla fiducia del proprietario, elemento che durante l’evento è emerso come la leva principale per rimettere immobili sul mercato. La paura della morosità, degli sfratti lunghi e incerti, della perdita di controllo sull’immobile è il vero motivo per cui molte case restano vuote o vengono destinate al breve termine. ImmobiGo interviene proprio qui, con una gestione strutturata, consulenziale e orientata alla prevenzione del rischio.

Gli interventi delle associazioni dei proprietari hanno ribadito un concetto chiave: senza tempi certi e tutele chiare, il mercato del lungo termine non riparte. È una questione psicologica prima ancora che economica. Il proprietario deve percepire che lo Stato e gli operatori sono alleati, non avversari. In questo senso, il lavoro di ImmobiGo assume un valore quasi istituzionale sul territorio: fare da cerniera tra norme, mercato e persone.

Particolarmente rilevante è stato il richiamo al canone concordato come strumento strategico, oggi sottoutilizzato e spesso mal comunicato. ImmobiGo utilizza questo strumento come parte di un approccio gestionale evoluto, chiarendone implicazioni, benefici e criticità a entrambe le parti coinvolte, in una logica di equilibri sostenibili nel tempo.

La chiusura dei lavori, affidata nuovamente al Senatore De Poli e ad Andrea Napoli, ha sintetizzato il cuore dell’incontro: la casa non è solo un bene immobiliare, è un’infrastruttura sociale. Governarla significa tenere insieme diritti, economia, fiducia e visione di lungo periodo. È su questo terreno che si misurerà la credibilità delle politiche abitative future.

Per ImmobiGo, essere presente a Palazzo Madama non è un traguardo simbolico, ma un tassello di una strategia più ampia. L’agenzia non si limita a operare sul mercato, ma contribuisce a costruire cultura immobiliare, a dialogare con le istituzioni e a portare sul territorio modelli di gestione evoluti. In un contesto come quello del Friuli Venezia Giulia, questo rappresenta un unicum.

Oggi, privati e imprenditori che cercano un riferimento affidabile per la gestione dei propri immobili non hanno bisogno di promesse, ma di competenza, visione e relazioni solide. I rapporti istituzionali costruiti da ImmobiGo, uniti a una presenza concreta sul mercato e a un approccio innovativo, sono la migliore garanzia di serietà e affidabilità. Un percorso che trova conferma nei fatti, nei riconoscimenti ottenuti e, soprattutto – nei tavoli in cui ImmobiGo è chiamata a sedere, quando si parla del futuro dell’abitare in Italia.